Wednesday, March 21, 2007

Le conferenze lasciano il posto ai Barcamp


Per alcuni una delle prime regole del BarCamp è non dire mai cos’è il BarCamp.( vedi Gianluca Pezzi)
Proviamo comunque a definire il termine.
Il nome di BarCamp si rifà al termine foobar: i BarCamp, infatti, sono nati in risposta ai Foo Camp, una "non-conferenza" annuale, su invito, ospitata dall'editore di testi sul software libero Tim O'Reilly. ( da Wikipedia )
BarCamp e’ una nonconferenza, così come solitamente intendiamo per conferenza, che nasce dal desiderio delle persone di condividere e apprendere in un ambiente aperto e libero.
Il BarCamp è una conferenza collaborativa, dove chiunque può “salire in cattedra”, proporre un argomento e parlarne agli altri, con lo scopo di favorire il libero pensiero, la curiosità, la divulgazione e la diffusione dei temi legati al Web2.0.
BarCamp è anche una rete internazionale di non conferenze. Una non conferenza (unconference) è una riunione il cui tema di discussione è deciso dai partecipanti piuttosto che prestabilito in anticipo dagli organizzatori, una riunione aperta i cui contenuti vengono proposti dai partecipanti stessi. Gli eventi si occupano soprattutto di temi legati alle innovazioni sull'uso del Web e delle reti sociali. ( da Wikipedia )
E’ un evento intenso con discussioni, presentazioni, dibattiti e molta interazione tra i partecipanti. Chiunque abbia qualcosa da condividere o il desiderio di imparare e’ il benvenuto ai Barcamp, ma è anche invitato a partecipare.

Chi può indire un BarCamp? Chiunque voglia sobbarcarsi l’onere dell’organizzare una cosa così impegnativa.- Cosa si fa al BarCamp? Si parla, si ascolta, si conoscono altre persone, si scherza, si fanno foto, si fanno video, si twittera, si intervista, si scrive… ( Giovy )

Essendo prevista una condivisione di conoscenze senza imbarazzi (in cui, almeno teoricamente, ogni partecipante è sia spettatore che relatore), tutti possono intervenire, se lo desiderino, purchè si siano iscritti tempestivamente sull’apposito wiki.
Condivisione anche intervenendo su tematiche di interesse, partecipando attivamente all’organizzazione dell’evento.
Cosa sarebbe infatti il Web senza : presenza, partecipazione, conversazione, divulgazione, condivisione, creatività
Un ruolo fondamentale può averlo ,in tali eventi, la formazione che di conoscenza e condivisone della conoscenza dovrà sempre più occuparsene, così pure il mondo della scuola degli studenti , dei docenti essendo in prima linea quotidianamente , nonostante le difficoltà. L'apprendimento può trarre giovamento dalla condivisione e dalla rielaborazione 'orizzontale' dei contenuti tipica delle nuove frontiere del web, il WEB 2.0 (il web che parte da basso dalla condivisione e dalla cooperazione degli internauti )

Una variante dei Barcamp sono i PubCamp, ma questa e tutta un’altra storia.

Prof Daniele Pauletto ( Mentelab )

2 comments:

Alberto said...

Buongiorno

Credo interessante segnalare che il nome completo è in realtà "BazaarCamp". Fa riferimento al libro "The cathedral and the bazaar" di Eric Raymond, studio del modello Open Source dal punto di vista organizzativo. La tesi del libro è che le community di certe dimensioni, basate su determinati interessi, hanno capacità di auto-regolamentazione in maniera distribuita e collaborativa

Il modello "a cattedrale" (il riferimento è a Microsoft e lo sviluppo software centralizzato) risulta invece meno efficace in un contesto come quello della Rete e, più in generale, della società della Rete

In effetti l'applicazione di questi modelli / strumenti alla scuola è tema di non poco momento :)

Gigi Cogo said...
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