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Tuesday, August 03, 2010

Cultura Digitale

“La questione importante
non è ciò che la tecnologia sta facendo a noi, ma ciò che stiamo facendo noi con la
tecnologia” Henry Jenkins.


Interessante intervista di Giuseppe Granieri
che tocca temi alcuni dei quali affrontati nei post

"ci sono molte evidenze scientifiche che indicano come molti di noi stiano utilizzando la tecnologia
in modi che ci rendono più intelligenti..."
alcuni autori infatti parlano di iNFOTENTION
Quali sono le competenze cognitive fondamentali per poter abitare il mondo nell'era digitale?


"Siamo in un momento di transizione, la nostra cultura sta imparando a usare nuovi strumenti e nuove piattaforme, a sviluppare nuove competenze ..."

sul tema N.Negroponte argomentava

«È una nuova civiltà. C'è proprio una divisione generazionale assoluta tra chi è digitale e chi non lo è.
In effetti, quelli che io chiamo i “senzatetto digitali” sono molto intelligenti, molto bravi, di solito
sono persone benestanti di 40 anni o più, ma hanno un problema: sono giunti
su questo pianeta troppo presto. Queste persone imparano dai loro figli» (N.Negroponte ).

"Questa cultura è effettivamente a rischio e la literacy tradizionale può essere in pericolo ..."

"l’educazione è profondamente conservatrice, e tende a resistere ai cambiamenti che hanno un impatto altrove ..."
la Scuola , arcaica struttura ottocentesca che sopravvive galleggiando come un dinosauro preistorico


" immaginare in modo diverso l’istruzione per il XXI secolo ..."
il 2020 sarà la fine della scuola per la generazione 2000+
( 6° scenario sul futuro della scuola previsto dall'OCSE 2001-2003 )

Tuesday, March 11, 2008

Scuola Liquida


Nell’attuale società consumistica l’homo consumens è esistenzialmente preoccupato di essere e restare nel branco, di appartenere ed essere riconosciuto dal branco. E' il branco stesso che impone le “mode” e i nuovi totem delle tribù giovanili ( Zygmunt Bauman ).

In tale modernità liquida si vivono esasperate forme di intolleranza verso ogni tipo di frustrazione, gli individui infatti risultano incapaci di far fronte ad alcuna dilazione della gratificazione, è il tutto e subito, dilatando il presente come unicum possibile; a farne le spese è soprattutto la Scuola , arcaica struttura ottocentesca che sopravvive galleggiando come un dinosauro preistorico destinato all’estinzione.

La vita è in continuo movimento, continui sono i bisogni insoddisfatti, continua la ricerca del piacere, insaziabile la ricerca ossessiva compulsiva di gratificazione.
I giovani studenti non trovano risposte nelle anguste aule scolastiche, dispersi in una didattica spenta fatta da docenti, ormai immigrati digitali.
E’ il prevalere del virtuale sul reale, ( giovani che preferiscono il videogico che simula uno sport rispetto ad vera e propria partita magari di basket, tutto ciò per esaltare il mito della partecipazione, è più divertente partecipare alla partita rispetto al vederla ).

Il desiderio si trasforma in esigenza compulsiva, il sé lascia il posto alle personalità e identità multiple, l' incalzare del web con i suoi narcisismi digitali irrompe creando il culto dell’immagine, è la tirannia dell’istante e il bisogno di comunicare comunque e ovunque ( connect always).
Anche la socialità subisce il passaggio a forme di aggregazione per sciami e non per gruppi, disgregando la normale quotidianità scolastica fatta di orari, sequenzialità, rigidità.
Il disagio che si crea e che si vive sfocia nei ripetuti fenomeni di bullismo, che altro non sono che segnali appunto di una SCUOLA LIQUIDA, inadatta alle nuove generazioni ( digital native).

Pochi se ne se accorti, altri gridano la fine della scuola, altri inneggiano ad una scuola senza libri,aule e voti, e intanto si galleggia.
In questa “rivoluzione” che parte dal basso troverà la nostra “modernità” risposte adeguate ?