Monday, February 03, 2014

Wednesday, September 04, 2013

La tecnologia cambia la nostra idea di 'conoscenza'

Ora "abbiamo un nuovo mezzo" per la distribuzione della conoscenza (David Weinberger * )
questo nuovo mezzo ha caratteristiche radicalmente differenti rispetto a quello precedente basato sui libri,
perché non è fisico, ma digitale, un sistema collegato in rete, quasi senza limiti di conoscenza,
sta trasformando il modo in cui noi impariamo , questo comporta delle profonde implicazioni per il mondo dell'educazione e della formazione  le scuole in primis, vedi ad es. Schools focusing on the wrong skills  (Y. Zhao)



Ora, chiunque può pubblicare le informazioni, in qualunque momento, spesso non vi è alcun processo di valutazione,e l'informazione non deve essere necessariamente completa. Altri possono aggiungere ad essa, o il dibattito su di essa, questa conoscenza supplementare diventa anche parte dell'originale conoscenza, ciò comporta che il significato di quell' informazione è qualcosa in continua evoluzione, non stabile e fisso come una pubblicazione su un libro.
Si diffonde la Sharing Knowledge, la comprensione e la conoscenza condivisa nel mondo digitale dove i  Millennian occupano ampi spazi .
Tutti ciò rivoluziona la dinamica della pubblicazione, mentre allo stesso tempo accelera il trasferimento di conoscenze.

Il fatto è che la conoscenza non è più fissa-stabile, ma in continua evoluzione.
La velocità con cui le nuove conoscenze vanno on line ha contribuito ad accresere il nostro senso di "Information Overload" (sovraccarico di informazioni).
“We are only overwhelmed by what we feel we must master,and that’s too bad, because mastery does not scale. This is a residue of our old thinking about education—that we need to master information.” (D.Weinberger)

Ora anche se una padronanza di conoscenze specialistiche è necessaria per alcuni professionisti, dobbiamo essere disposti a sapere qualcosa, ma non tutto su un argomento.

Dobbiamo imparare a convivere con una vasta diversità di opinioni dinamiche e in continua evoluzione.

Altri studi sottolineano lo scollamento tra ciò che gli studenti vogliono e quello che stanno ricevendo , con crescente senso di frustrazione da parte degli studenti (  vedi The 21st-Century Digital Learner ) e con un aumento di CPA.
Il CPA è stato definito da L.Stone come un' attenzione continua parziale  ,  un always on in cui prestiamo un'attenzione parziale e continua nel tentativo di non perdere nulla, vista la molteplicità delle fonti informative a cui siamo esposti .

Sempre più studenti "odiano" le lezioni tradizionali e si sintonizzano fuori,altrove.



 ( nel 2005 )
"Il nostro modo di pensare e lo stile cognitivo che utilizzavamo una volta ora non va più bene,troppo lenti e inefficaci.Dobbiamo sviluppare capacità di saper operare rapide valutazioni e selezioni delle informazioni. La razionalità lascia il posto alla creatività, il libro al Web, la scrittura alla multimedialità ,(gli SMS e gli MMS delle nuove generazioni, che usano i cellulari come carta e penna). 
L'io di gutenber, dei libri e della parola scritta, lascia il posto all' digtIO (io-digitale).
Dominando la transizione, la complessità, il passaggio; niente è duraturo, molte informazioni valgono appena poche ore, al massimo un giorno,le realtà molteplici, l'iper-realtà (il cui inizio si è avuto con la virtualità) la mente si deve adattare trasformandosi."




*Università di Harvard - Berkman Center for Internet and Society -

vedi anche Reddit  e IAmA

Saturday, February 23, 2013

Finalmente La scuola del Futuro

L'anno scorso si parlava su questo blog di 

CLOUD SCHOOL,  una Scuola senza libri e aule    proposto anche su ADI 




bene ora se ne è accorto anche il Ministero MIUR 

"La scuola del futuro: niente aule, nè cattedra, ma giardini e open space" qui articolo1 articolo 2


" Via libera agli open space ...non c'è cattedra, ma un insegnante che si muove fra gli allievi e negli spazi comuni. Ha "laboratori del fare", atelier. Non ha corridoi, ma aree "connettive" per lo studio individuale con pouf, divani, sedute soffici, tappeti e una agorà, la piazza che diventa "cuore funzionale e simbolico della scuola

... non avrà classi ... gli studenti, anche di età diverse, lavorano con più docenti e in gruppo aggregandosi per attitudini e livello di conoscenze", avrà zone «riconfigurabili» nelle dimensioni a seconda delle materie e delle esigenze degli allievi: le aule avranno «confini sfumati e flessibili» e saranno home base ... dovranno essere dotati di spazi esterni, giardini, orti e loggiati, palestre e sale musica.  ".

"trasformare le strutture scolastiche ridisegnandone gli spazi... 
È una didattica dinamica che mette fine alla tradizionale centralità della classe come unità di studio in uno spazio circoscritto. Niente schemi rigidi e chiusi. Il lavoro può articolarsi in gruppi e/o individualmente per poi riconnettersi attraverso le infrastrutture cloud. Lo spazio scuola diventa funzionale all'elaborazione, alla manipolazione, alla condivisione, ma anche al rispetto dei tempi e ritmi del singolo fino allo  "spazio pausa" dedicato ad attività non strutturate" (ilsole24ore)


meglio tardi che mai !

Liceo Ørestad Gymnasium

Copenhagen, Danimarca  e blog


VEDI UNA PANORAMICA DELLE AULE  NEI VARI STATI 


Monday, January 07, 2013

Le scuole o si evolvono oppure si estingueranno.


Riprendo un interessante articolo su Huffingtonpost sulla scuola di Elizabeth English



Siamo tutti d'accordo che le nostre scuole devono essere tra le nostre istituzioni, quelle più dinamiche e innovative, ma, nonostante le chiacchiere senza fine sulla riforma della scuola, rimangono completamente ingessate.
Nonostante siano passati molti anni se entrate in una scuola la trovate simile a quella di inzio 19° secolo, con qualche strumento digitale ma con un odore di muffa del passato.
Tutto è immutato : inizio con la campanella, suddivisione in classi, ore di 50 -60 minuti, aule e banchi , gesso e lavagna, tutto ciò seguendo un modello Taylorista di lavoro e produttività.
E non è solo la struttura delle scuole  che è incatenata al passato, ma anche i contenuti stessi e gli insegnamenti.
“We are seeing more clearly than ever that school as we know it is becoming irrelevant to an entire generation.”  crescono infatti i drop out, gli abbandoni scolastici, o i fuori corso universitari, la noia.

L’ Apprendimento autentico è legato al fare, al creare, al costruire, si impara facendo.
E’ molto più facile per un insegnante fornire informazioni che lo studente dovrà poi memorizzare per rispondere correttamente ai test, alle verifiche, alle prove invece di chiedergli di trasferire e applicare quello che ha imparato …
L'apprendimento è diventato sinonimo di raccolta di informazioni o conoscenze che possono essere facilmente misurate con una prova, come puro fatto mnemonico…

Le scuole o si evolvono oppure subiranno una lenta estinzione.
I leader educativi devono avere il coraggio di reinventare le nostre scuole questa volta per davvero

Monday, June 04, 2012

MobileLearning

Entro il 2012, è previsto che gli smartphone superino quelle dei desktop, notebook e net-book messi insieme.
Nel 2014 il tempo utilizzato per navigare in internet attraverso un dispositivo mobile sarà maggiore di quello speso su un desktop o notebook.
Gli smartphone e i tablet stanno radicalmente trasformando il modo in cui si accede alle nostre fonti di
conoscenza condivise, tanto da tenerci costantemente collegati, always-on ad una quantità infinita di dati, spesso "grezzi", e a consistenti volumi di informazioni.



Possiamo così avere disponibili competenze tra le più svariate , da corsi di cucina su Youtube a elvati corsi universiatri on line del MIT.
Ogni giorno la gente di tutto il mondo è assorbita in possibili nuove forme di apprendimento, mentre le scuole tradizionali e i sistemi universitari stanno ancora lottando per  sfruttare le molte opportunità di innovazione in questo settore.

I modelli di apprendimento si stanno evolvendo  attraverso l'influenza delle tecnologie mobili, ciò che viene chiamato mlearning - dove "m" sta solitamente per "mobile" è reso possibile dalla diffusione di devices mobili a basso costo che porteranno alla meducation - dove "m" sta per "me".

il mobile learning può essere considerato come un perfetto strumento di supporto alla performance.
Lo scopo finale è di erogare l’informazione necessaria a chi ne ha bisogno nel tempo, luogo e contesto in cui ne ha bisogno, più che fornire informazioni da capire e memorizzare per possibili usi futuri, come nell'elearning tradizionale .



"Mlearning è l'uso della tecnologia mobile per aiutare nella formazione di riferimento, o esplorazione di informazioni  utili per una persona in quel momento o in un contesto uso specifico." ( J.Fess )
Le differenze principali tra mlearning ed eLearning consiste in quattro categorie principali:
  • i tempi, Mlearning è "untethered" in quanto può essere fatto sempre e ovunque, nonostante le dimensioni ridotte degli schermi dei dispositivi mobili , ciò comporta sessioni individuali di interazione, sessioni di apprendimento di più breve durata. Le persone non vogliono passare un'ora a fissare il loro telefono cellulare solo per completare un obiettivo di apprendimento.Il mobile learning è ideale per trasportare piccoli pezzi di informazioni che possono essere assimilati, mentre si aspettava l'autobus o il treno, o si è in fila ad uno sportello,o si sta operando in un luogo di lavoro.
  • l'accesso alle informazioni, Mlearning, essendo ubiquo consente l'accesso alle informazioni al momento in cui si necessita
  • il contesto,Mmlearning,il contesto può essere stabilito a priori. Ad esempio, la società della difesa Lockheed Martin ha recentemente sviluppato una applicazione per iPhone che include una completa lista di controllo pre-volo per l'aereo C-130 Hercules per il trasporto
  • la valutazione, il lasso di tempo tra quando si verifica effettivamente il mobile learning e l'applicazione di tale apprendimento è di solito molto breve, spesso è immediato. Come risultato, è molto più facile valutare l'impatto dell'Mlearning.Diverso tuttavia non significa necessariamente migliore
Le conoscenze , l 'istruzione stanno diventando sempre più "inframmezzate" con le nostre attività quotidiane.
Sui nostri telefoni, tablet e PC, si leggono articoli legati al lavoro, o ad es. articoli con le istruzioni su come utilizzare un prodotto o un nuovo programma software professionale.
Molti persone di diversi gruppi di età possono decidere di seguire corsi on line nel loro tempo libero.

Per alcuni autori il continuous learning , l'apprendimento continuo ,sarà semplicemente un dato di fatto per le generazioni di giovani d'oggi.
La disponibilità di dispositivi touch-enabled ha radicalmente ridotto la complessità percepita di un sistema basato su microchip come nei computer, aiutando gli utenti più anziani a comunicare più facilmente tra loro  via e-mail o Skype.

Le soluzioni mlearning sono pronte a sfruttare la grande quantità di materiali didattici esistenti che potrebbero
essere rese accessibili attraverso canali mobili. Questo è vero soprattutto con YouTube, Vimeo e altri servizi
di video-sharing che già forniscono una massa critica tutorial, e vere e proprie lezioni che possono
essere ri-aggregate per tema e "confezionate" come materiale didattico.

Mobile learning , si concentra sull'apprendimento attraverso dispositivi mobili, consentendo agli studenti
di muoversi in una classe o da remoto imparare dal luogo di loro scelta.
La gamma di materiali mlearning non ha bisogno di essere limitata all'istruzione superiore,

Il fenomeno mlearning non sarà necessariamente in concorrenza con affermate scuole, ma sarà in realtà completare, offrendo ed estendendo le proprie offerte attuali.


Altri sviluppi del mobile riguardano il campo del mBanking , pagamenti e trasferimento di denaro mobile,e dell' mHealth ad es. nei sistemi di sorveglianza sanitaria mobile.
tali sistemi possono  anche essere combinati sinergicamente tra loro.

Uno dei migliori utilizzi di questa tecnologia è stata nei musei, dove i visitatori possono utilizzare un dispositivo portatile per ascoltare le informazioni relative agli elementi della collezione del museo ad es. il Museo Americano di Storia Naturale o la guida ai Campus universitari , oppure ai progetti di cittadinanza digitale .

Saturday, January 28, 2012

CLOUD SCHOOL

ARTICOLO


CLOUD SCHOOL,  una Scuola senza libri e aule .

Prof Daniele Pauletto *


Nella "scuola del futuro" non ci sono banchi rotti, muri sporchi ed edifici fatiscenti. Per la verità non ci sono proprio i banchi, i muri e gli edifici. E nemmeno le cattedre. Ci sono soltanto gli unici due elementi assolutamente indispensabili perché si possa parlare di un corso di studi: i docenti, ma solo quelli bravi davvero. E soprattutto gli studenti, tantissimi studenti” ( R.Luna Repubblica )



Se ne parlava già nel 2006 “L'apprendimento può trarre giovamento dalla condivisione e dalla rielaborazione 'orizzontale' dei contenuti tipica delle nuove frontiere del web, il WEB 2.0.
Il centro della formazione deve essere il discente ( student-centered learning ) e non
il formatore/docente o tutor.
L'uso dei blog, wiki, videoblog,dei tag,dei feed RSS, di strumenti mash up, o tecnologie Ajax,Social Network, rappresentano i nuovi "libri",matite,penne,righelli,compassi, forbici e colla della NetScuola.”


Le scuole  sono sempre più alla ricerca di strumenti di apprendimento collaborativo on line ,il  cloud computing facilita tale possibilità come un modo per fornire accesso alle informazioni e consente di ottenere maggiori risparmi.Le informazioni sul cloud, sia per piani di lezione o progetti di classe, consentono l'accesso da qualsiasi luogo, in qualsiasi momento e su qualsiasi dispositivo mobile. 

Ora la formazione on line viene lanciata in grande stile dall’Università di Stanford con un corso sull’Intelligenza Artificiale in cui si sono iscritti più di 140.000 persone da tutto il mondo.


Insegnare a distanza, simultaneamente e gratis a tutti quelli che lo desiderano apre le porte a scenari futuri inaspettati.

Provocatoriamente  Bill Keller, ex direttore del New York Times  , dice " I corsi saranno online e potranno essere votati dagli allievi … l'insegnamento sarà organizzato con aste modello eBay; gli studenti invece del titolo di studio conquisteranno dei livelli di abilità come nei videogame...”

Creare dei campus digitali dove il sapere è distribuito in rete, interessante la recente sperimentazione di nuove modalità didattiche on line  Coursekit sviluppata da tre undergrads (studenti)  dell’Università della Pennsylvania) , Joseph Cohen, Dan Getelman,  Jim Grandpré   che hanno raccolto $ 1 milione di dollari come capitale di avviamento per la loro piattaforma di gestione  di corsi ondine. 
Coursekit è come un Facebook per le classi del college.





Joseph Cohen dice "Abbiamo voluto costruire una  rete social  in tutto il mondo accademico , dove tutti i corsi universitari sono messi on line disponibili  a tutti gli studenti, rivoluzionando così le dinamiche della classe oltre l’aula."
La nuova versione del sito, in cui 50 professori universitari in tutto il paese (Usa) metteranno alla prova la conduzione dei corsi  questo autunno, ha una home page ancorata ad una bacheca simile a Facebook  sul quale studenti e insegnanti possono postare messaggi , link, foto e altri media.
"Le persone imparano meglio quando esaminano le cose insieme".
Coursekit mira a costruire una comunità online tra studenti e docenti interrativa e più social rispetto alla tradizionale lezione in aula.


I libri di testo sostituiti da digital book che potranno essere letti  gratuitamente sui tablet,smartphone,netbook ,  le lezioni che lasciano le aule scolastiche e universitarie, basta con discorsi fatti ex cathedra e con i compiti a casa, una piccola rivoluzione…

Altro successo le videolezioni,videocorsi con filmati su Youtube creati da Salman Khan su vari argomenti dalla matematica, alla biologia, all’algebra , alla geometria, fino alla chimica che arricchiscono una frequentatissima Accademia on line ,  apprezzata e finanziata dal BillGates  fondatore della Microsoft.

Altre esperienze interessanti Onlinecollegeclasses un compendio gratuito di contenuti educativi multimediali provenienti da tutto il web, con opencourseware, podcast, ebook e video,
oppure SkillShare  ( learn anything from anyone ) di New York,  una comunity on line che propone interessanti e seguitissimi corsi,videolezioni on line sugli argomenti più disparati, ove ognuno può contribuire con proposte e suggerimenti ( Forbes ).



E in Italia ci stiamo provando con un gruppo di studenti di Castelfranco Veneto a sperimentare ,unico paese fuori dagli USA, la piattaforma Coursekit all’interno del progetto Digital ( Digitalizzazzione del Territorio ) per far nascere la Cloud School del futuro più vicina ai nativi digitali e alle loro “intelligenze” 

Vedi anche  Il cervello modificato dei nativi digitali  
  

Tuesday, January 03, 2012

Scuola e Prof bocciati ?


I giovani bocciano il 70% dei prof. Per un ragazzo su 3 le lezioni sono noiose e non coinvolgenti

Rapporto Eurispes sull'istruzione vista da alunni e famiglie: servono più agganci con il lavoro. ( FLc )


Gli insegnanti dovrebbero essere più preparati e aggiornati. Ne è convinto il 59,1% degli studenti e l'80% dei genitori intervistati da Eurispes e Telefono Azzurro per la XII Indagine conoscitiva sulla condizione dell'Infanzia e dell'adolescenza 2011. Realizzata tra 1.496 studenti 12-18enni di 21 scuole e 1.266 genitori, la ricerca dà voce per la prima volta in Italia in parallelo agli adolescenti e alle loro famiglie (www.eurispes.it).Immaginando la scuola ideale, dunque, ragazzi e genitori bocciano i docenti.
Soprattutto le famiglie. Mentre il primo desiderio dei figli è una scuola con studenti partecipi: aperta alle loro proposte e iniziative (84%) e che li coinvolge nel fare lezioni su alcune materie (66%). Priorità segnalate anche dall'84,5% dei genitori e nell'opinione degli ragazzi sui programmi scolastici: l'11,1% vorrebbero sentirsi più partecipe alla vita scolastica e, come desidera il 18,5% dei genitori, avere più opportunità di indicare su quali temi desidera soffermarsi. Il 58,8% chiede più rigore e severità con i compagni violenti e nella lotta contro le discriminazioni. Richieste gettonate anche dai genitori (67% e 79,1%). «Si manifesta da parte delle famiglie un forte richiamo agli educatori scolastici ad esercitare una maggiore sorveglianza sulle dinamiche negative che possono innescarsi tra i ragazzi a scuola», commenta Gian Maria Fara, presidente Eurispes. 
 Poco sentite tra i genitori le esigenze di mandare i figli in istituti non statali o con alunni stranieri (6%) o in classi senza simboli religiosi (12,4%).
 A cosa serve la scuola? Per il 32,4% degli adolescenti deve prepararli al mondo del lavoro, che invece per i genitori rappresenta la terza scelta (18,7%). Percentuale che sale al 36,7% nei 16-18enni, contro il 31% dei 12-15enni, più inclini ad indicare l'accrescimento delle conoscenze (28,3%) e la maturazione personale (27,9%). E il lavoro è prioritario al Nord Est (46,5%) e nelle isole (44%). I genitori, al contrario, privilegiano la cultura (28,8%) insieme alla maturazione dei figli come persone (28,7%), che è rilevante per il 27,4% degli adolescenti. Importanti per le famiglie la trasmissione di valori (12,8% contro 6,1%) e lo sviluppo del senso critico (7,2% contro il 3,3%). 
Largo per gli studenti a sport (16,1%), attività pratiche (15,6%), informatica e nuove tecnologie (13%) e lingue straniere (12,5%). I genitori aumenterebbero la prevenzione del bullismo e delle droghe (20,7%), ferme nei figli al 4,7%. Le lingue straniere (17,9%) e le attività pratiche (12,7%). 
 Vedi anche   nostro Post 

Saturday, November 05, 2011

Scuola analogica versus CLOUD School



















I libri di testo saranno sostituiti da videodigital book che potranno essere letti  gratuitamente sui tablet,smartphone,
le lezioni lasceranno le aule scolastiche e universitarie ubicandosi nella nuvola (Cloud ), inizierà la dematerializzazione della scuola Analogica ...? 








cita articolo Docenti Immigrati Digitali del 2006

Saturday, October 23, 2010

Analfabetismo Digitale e ultramedialità



Per Lawrence Lessig  ostacolare Internet significa “dichiarare guerra ai nostri figli”.
“ Da quello che si vede tutti i giorni nel nostro paese, ne deduciamo che l’Italia sia nel pieno di uno scontro generazionale.” sottolinea Luigi Bobbio, tutto ciò a sfavore dell’innovazione, cozzando contro le generazioni abituate all'era del telecomando, la paura di superare lo status quo.
Il web va oltre la comunicazione sociale e condivisa evolvendo verso  un ecosistema cognitivo, un'intelligenza diffusa e aumentata, un sistema ultra-mediale. “La semantica, la connettività ubiqua anche per gli oggetti, la resilienza geografica delle macchine, dovrebbero farci riflettere guardando in avanti, a cominciare dai diritti fondamentali dei “netizen”, della nuova società, continua L.Bobbio.
Siamo in pieno analfabetismo digitale, la nuova piaga culturale che permea indistintamente la società, ma affligge soprattutto i non-nativi digitali, immigrati digitali.
Il divario digitale nella connettività e il superamento di qualsiasi diatriba sulla neutralità, non può essere risolto senza ripensare profondamente il modello statico novecentesco di uso dello spettro radio.Siamo in un momento storico in cui è la TV ormai a viaggiare su internet senza dover occupare, direttamente ed in esclusiva, nuove bande di frequenze.
“È giunto il momento di aprirsi all'innovazione della radio-cognitiva e ai modelli di licenza aperta. “, ribadisce Bobbio, aprendo così il federalismo demaniale/comunale delle frequenze (spettro frequenziale)
“Internet non è un luogo, piuttosto un medium distribuito geograficamente. Così come le sinapsi del cervello umano costituiscono la distribuzione spaziale della nostra materia grigia, non certo virtuale.L'anonimato in Rete è un ossimoro ed esistono comunque i mezzi equivalenti all'identificazione d'autorità del cittadino comune.”
… libertà e internet sono il futuro delle nuove generazioni…

Sunday, September 05, 2010

Scuola bocciata

Scuola: bocciata su Web da 2 studenti su 3

Indagine su Internet, ragazzi vorrebbero prof piu' giovani e new media (Ansa)

Odiano le materie che studiano e non sopportano più compiti in classe e interrogazioni. Gli studenti vorrebbero utilizzare le nuove tecnologie per rendere lo studio meno noioso e più divertente...  la scuola viene rimandata a settembre su internet. E' quanto emerge da uno studio condotto su 1.600 studenti (scuola media e superiore).


Gli studenti non si sentono a proprio agio tra i banchi di scuola (73%). 
E proprio per cambiare la situazione i ragazzi lanciano nuove idee per migliorare la scuola... professori più giovani (35%), la proposta più "esplosiva" è di utilizzare smartphone, iPad e videogiochi in classe (67%). Se le materie devono rimanere uguali per forza (27%), studiarle con i new media le renderebbe almeno digeribili (75%), oltre a migliorare il rapporto tra compagni di classe e con l'insegnante (61%).
Cosa criticano maggiormente gli studenti della loro scuola? Al primo posto ci sono i professori: da chi si lamenta perché hanno l'età dei loro nonni (39%) a chi li considera poco preparati (27%) .
Collegata agli insegnanti, ma anche all'organizzazione scolastica in generale, i ragazzi criticano i metodi di apprendimento che sono costretti ad utilizzare....  chi non sopporta più i soliti compiti in classe e interrogazioni (55%) e si sente ridicolo ad imparare le cose a memoria (33%), per finire con chi ha già la nausea a pensare di dover ricominciare a leggere, sottolineare e ripetere per tutto l'anno (47%).
Gli alunni, inoltre, puntano il dito verso i programmi delle materie troppo vecchi, sono noiosi e poco interessanti (69%). I ragazzi non risparmiano critiche nemmeno alla struttura degli edifici. Classi fatiscenti (61%), pareti sporche e con colori deprimente (43%), sedie scomode e banchi in stato pietoso (71%).

 approfondisci

Friday, August 13, 2010

Digital Homo,digital wisdom


Riprendo alcuni interessanti considerazioni di Giovanni Cominelli ( da qui )


"L’homo sapiens digitale del XXI secolo sarà avvolto da una velocissima “nube della conoscenza” che proviene da ogni direzione del Web. Il primo effetto: la società intera sarà percorsa da una corrente continua di conoscenza, informazione, ricerca, e, pertanto, costituita di un tessuto potenzialmente educante diffuso e policentrico."...

"i sistemi educativi tradizionali, quali abbiamo ereditato dalla seconda metà del ‘700, sono strutturalmente incapaci di affrontare i problemi dell’educazione dell’homo sapiens digitale ..."
"E’ anche prevedibile che la loro educazione sarà sempre meno delegata ad apparati specializzati centralizzati; sarà piuttosto una funzione condivisa, diffusa e esercitata lungo linee plurali e gangli molteplici della società della conoscenza."


"Respingeranno gli educatori. Nelle scuole accade già ora quotidianamente, allorché apprendimenti e insegnamenti si allontanano reciprocamente secondo linee di frattura..."


"l’autonomia delle scuole intesa non come decentramento funzionale, ma come auto-organizzazione istituzionale della società educante (persone, famiglie, imprese, comunità locali...LifeLong/LifeWide Learning"

"Socrate si oppone all’introduzione della scrittura, perché fa perdere la memoria della tradizione. La resistenza non ebbe successo: si passò dal cervello orale al cervello che scrive al cervello che legge. Ora c’è chi, in nome del cervello che legge, si oppone al cervello digitale"








Tuesday, August 03, 2010

Cultura Digitale

“La questione importante
non è ciò che la tecnologia sta facendo a noi, ma ciò che stiamo facendo noi con la
tecnologia” Henry Jenkins.


Interessante intervista di Giuseppe Granieri
che tocca temi alcuni dei quali affrontati nei post

"ci sono molte evidenze scientifiche che indicano come molti di noi stiano utilizzando la tecnologia
in modi che ci rendono più intelligenti..."
alcuni autori infatti parlano di iNFOTENTION
Quali sono le competenze cognitive fondamentali per poter abitare il mondo nell'era digitale?


"Siamo in un momento di transizione, la nostra cultura sta imparando a usare nuovi strumenti e nuove piattaforme, a sviluppare nuove competenze ..."

sul tema N.Negroponte argomentava

«È una nuova civiltà. C'è proprio una divisione generazionale assoluta tra chi è digitale e chi non lo è.
In effetti, quelli che io chiamo i “senzatetto digitali” sono molto intelligenti, molto bravi, di solito
sono persone benestanti di 40 anni o più, ma hanno un problema: sono giunti
su questo pianeta troppo presto. Queste persone imparano dai loro figli» (N.Negroponte ).

"Questa cultura è effettivamente a rischio e la literacy tradizionale può essere in pericolo ..."

"l’educazione è profondamente conservatrice, e tende a resistere ai cambiamenti che hanno un impatto altrove ..."
la Scuola , arcaica struttura ottocentesca che sopravvive galleggiando come un dinosauro preistorico


" immaginare in modo diverso l’istruzione per il XXI secolo ..."
il 2020 sarà la fine della scuola per la generazione 2000+
( 6° scenario sul futuro della scuola previsto dall'OCSE 2001-2003 )

Saturday, February 20, 2010

InfoAttenzione - iNFOTENTION -


Quali sono le competenze cognitive fondamentali per poter abitare il mondo nell'era digitale?

Howard Rheingold ne ha individuato quattro :
  • attenzione, o più precisamente infotention , Come possiamo imparare e praticare nuove forme di attenzione nell'era digitale?

  • collaborazione, Come possiamo favorire forme significative e innovative di collaborazione?

  • consapevolezza della rete, awareness network , Come si può acquisire un senso di ciò che la rete estesa è / e di ciò che essa può realizzare?

  • partecipazione, Come si fa a favorire l'interazione e la partecipazione significativa?
Abbiamo bisogno inoltre di conoscere come imparare, disimparare e imparare di nuovo ( Alvin Toffler ), vedere ciò che non funziona, e poi trovare il modo di disimparare i vecchi schemi e imparare come imparare.


L'arte è tutto ciò che l'artista desidera richiamare alla nostra attenzione. L'arte è un atto di attenzione l'artista intende invocare nello spettatore ( Duchamp ) fino alle forme estreme nella pop art di Andy Warhol.
Ci stiamo muovendo in una economia dell'attenzione abbandonando progressivamente l'economia dei beni ( Richard A.Lanham attention economy )